La nostra visione
In questi ultimi anni, le tentazioni apocalittiche del periodo pandemico e di un mondo che sembra andare in rovina ci hanno chiesto e ci chiedono di operare una scelta di campo: “decidere se considerarsi solo come esseri gettati nel mondo, destinati a una sopravvivenza disincantata, o anche come attori capaci di immaginare alternative che permettano, almeno a tratti, di immergersi nel fascino di quell’avventura semantica che chiamiamo vita”. [Così scriveva Luca nel 2024 nel suo libro Custodire il fuoco. Dal trauma pandemico al sognare condiviso.]
I Dialoghi di Montagnola nascono dalla decisione di investire le nostre energie in ciò che ci appassiona e vibra in profondità, concentrando il nostro impegno in un progetto condiviso.
Immaginiamo uno spazio liminale, in cui visioni del mondo e riflessioni sul senso del nostro essere si incontrino per tessere una trama che possa ispirare e sostenere chi si sente di contribuire al dialogo.
Dopo una vita spesa nella ricerca, nella pratica clinica e nelle realtà aziendali e dopo quattro anni di vita in Canton Ticino, desideriamo radunare amici e studiosi che condividono l’urgenza di custodire il fuoco di ciò che per noi è essenziale e vitale nell’esistere.
Il fuoco come scintilla sacra, che dimora nelle profondità del nostro essere e che siamo chiamati a custodire e manifestare, sia nella solitudine che nella comunità, è un’immagine che si è costellata ed arricchita di significati nel corso degli ultimi anni.
Vogliamo proporla come metafora del rapporto con la nostra essenza e dei modi in cui questa può partecipare alla vita della collettività.
Abbiamo inizialmente immaginato di riunirci in un luogo in cui ricerca, esperienza e relazione potessero trovare spazio e tempo come accadeva ad Eranos, nei famosi Colloqui.
Poi abbiamo compreso che quel luogo esisteva già, situato intorno a dove abitiamo. Montagnola è infatti la terra che ha accolto Hermann Hesse e tanti altri esploratori dell’anima.
Per noi Montagnola è una soglia: un luogo fisico e insieme simbolico, spazio di incontro e spazio interiore.
Qual è il fuoco che oggi vogliamo custodire?
La possibilità di vivere il corpo come esperienza cardine e il desiderio come spazio di ascolto e orientamento.
Il non separare il pensiero dalle nostre esperienze di vita e dalle molteplici e stratificate dimensioni del nostro sentire.
Il non separare la conoscenza dai processi evolutivi e trasformativi che avvengono in noi, con intermittenze, accelerazioni e rallentamenti, disorientamenti e sporadiche illuminazioni.
I Dialoghi si propongono di inaugurare una pratica che avrà una sua continuità nel tempo. Non un appuntamento isolato, ma una serie di incontri con ricercatori di varie discipline e aperti a tutti, nella convinzione che questo progetto possa allargarsi a chiunque senta il desiderio di condividere la nostra passione.
Un lavoro in progress che interroghi l’umano e le sue soglie, tra corpo e linguaggio, desiderio e responsabilità, limite e possibilità, conoscenza e mistero.
Montagnola è il luogo da cui questo cammino prende forma.
Il resto accadrà nell’incontro.
Luca Panseri e Stefania Gherardi